FAVRE Leandro

Leandro Favre, uno dei pochi sabotiers ancora operanti in Valle d’Aosta, realizza circa un migliaio di sabots all’anno, circa 16 paia al giorno, e si occupa inoltre della gestione di un’azienda agricola. Sabotier per vocazione famigliare, inizia la sua attività di artigiano intorno agli anni Sessanta insieme al fratello con cui partecipa alla Fiera di Sant’Orso dal 1966.
I sabots, seppur non diffusi come una volta, sono ancora molto richiesti come oggetto tradizionale che diventa articolo di arredo.
Questi zoccoli di legno robusti e facili da sfilare, un tempo presenti in ogni famiglia e testimonianza dell’economia agropastorale della regione, sono oggi riconosciuti tra i simboli della Valle d’Aosta.

DENARIER Giorgio

L’impresa Denarier nasce nel 1980 dalla comune passione per la lavorazione del legno di due fratelli, Edoardo e Giorgio.
All’inizio la loro produzione era totalmente manuale, mentre negli anni il supporto delle macchine nel processo produttivo è divenuto sempre più importante.
Ad oggi solo uno dei due fratelli, Giorgio, continua l’attività di artigiano. La sua produzione si basa principalmente sulla tornitura, finalizzata alla realizzazione di oggetti per la casa come piatti, taglieri e ciotole.
All’insegna della continua ricerca, il lavoro di Giorgio si caratterizza per la capacità di adattarsi all’evoluzione dei tempi e al gusto della clientela pur mantenendo un forte legame con la tradizione e la storia dell’artigianato valdostano.

DEL FINO Giulio

Giulio Del Fino, noto mobiliere di Pont Suaz, comincia molto presto a lavorare il legno. I suoi inizi lo vedono come dipendente in un’azienda artigianale di Milano, dove impara a lavorare il legno massiccio, realizzando arredamenti per negozi e grandi uffici.
Nel 1979 si trasferisce in Valle d’Aosta e comincia “ad ambientarsi” nel milieu regionale, per poi mettersi in proprio nel 1980. Da allora, Giulio continua a lavorare esclusivamente legni nazionali per creare mobili con un numero sempre maggiore di persone che apprezzano il suo stile, in cui si predilige “il rustico elegante”, l’effetto invecchiato che ricorda i mobili d’antan.

DAYNÉ Fabio

Appassionato del settore elettronico, Fabio ha frequentato l’Isitip a Verrès ed è poi diventato tecnico elettrico. Sin da quando è bambino, però, ammira le piccole opere realizzate in legno dal padre, scultore ed espositore alla fiera di Sant’Orso, ed è incuriosito in particolare dalla capacità di trasformare radici e pezzi di legno in qualcosa di vivo e animato. Seguendo le sue orme, inizia quindi a scolpire galletti e ricavare gnomi da radici e rami che raccoglie nei boschi e nei vigneti. Ad appena 12 anni decide poi di partecipare anche lui alla fiera di Sant’Orso per portare avanti la tradizione di famiglia. Per Fabio, la scultura permette di esprimere la propria fantasia, procurando grande soddisfazione e gioia.

COSTALAIA Cristina

Cristina entra nel mondo dell’artigianato quasi per caso: da hobbista frequenta i corsi d’intaglio decorativo organizzati dal Comune di Pont Saint Martin ma osservando i maestri trasformare dei semplici pezzi di legno in opere d’arte ne rimane coinvolta e affascinata. Decide così di partecipare al corso di Bottega Scuola di scultura e, una volta conseguito l’attestato, di approfondire le tecniche di scultura su bassorilievi.
Cristina ricerca l’innovazione delle forme e dei colori delle sue creazioni, senza allontanarsi però mai dalla tradizione dell’artigianato valdostano.
Piatti, ciotole, orologi e oggetti d’arredo intagliati in stile gotico e floreale, unitamente a paesaggi montani in bassorilievo, hanno sempre avuto un ottimo riscontro alle mostre e concorsi a cui ha partecipato, alimentando così la voglia di trasformare questa passione in professione.

COQUILLARD Dario

Sviluppa la passione per il legno e la scultura all’età di vent’anni: prima vi si dedica nel tempo libero, poi nel 2000 decide di aprire un suo laboratorio. Crea principalmente sculture di animali, ritratti spesso in atteggiamenti originali e divertenti, e di personaggi di montagna o di fantasia come elfi e fate. Tutti i suoi manufatti sono realizzati con amore e rifiniti con cura e attenzione per i dettagli. Tra le essenze predilette da questo artigiano, accanto a mandorlo, pero, acero e ciliegio, vi è il noce. Il suo colore caratteristico, dalle calde venature, viene valorizzato usando cere d’api stese a caldo, prive di vernici e solventi, rispettando così la millenaria tradizione valdostana della lavorazione del legno.

BOGNIER Mirko Mario

Dopo aver frequentato l’Istituto Professionale di Aosta si appassiona alla lavorazione del legno, dapprima come hobbista e poi decide di farne il proprio lavoro. Nel 2011 apre così la propria falegnameria nel comune di La Thuile.
La sua produzione comprende principalmente arredamenti, ma anche porte e rivestimenti. I legni che utilizza maggiormente sono il larice e l’abete ma, lavorando in gran parte su commissione, linee di arredo e materiali vengono spesso scelti dal cliente. Ciò che ama del suo lavoro e la possibilità di creare sempre cose nuove: non c’è mai un mobile uguale all’altro e questo gli dà nuovi stimoli per continuare a lavorare e la consapevolezza del valore della produzione artigianale rispetto a quella industriale.

BERTHET Patrizio e Giacomo

Appartenenti ad una famiglia che opera da sempre nell’ambito dell’artigianato, Patrizio comincia a “respirare il legno” fin dalla più giovane età. Attualmente è il mobiliere che può vantare il più alto numero di partecipazioni alla Fiera di Sant’Orso (dal 1968), il che lo rende un punto di riferimento all’interno del panorama valdostano.
La sua produzione è composta principalmente da mobili in cirmolo, larice e noce. Nel suo lavoro la cura per la realizzazione degli arredi parte dal momento dell’acquisto del legname ed arriva fino alla risoluzione di dettagli costruttivi e decorativi dei mobili.
Di recente, anche il figlio Giacomo ha deciso di affiancarlo in impresa.

BARAVEX Manuel

Manuel comincia il suo percorso da artigiano con la lavorazione del cuoio su cui esegue intagli a punta di coltello, tecnica solitamente impiegata sul legno. Le palme e i rosoni realizzati con questa tecnica arricchiscono tuttora le sue opere. Frequenta poi il corso di bottega scuola col Maestro Artigiano Luciano Regazzoni, mettendo così nel suo bagaglio artistico anche la scultura: oggi esegue infatti sculture su legno e su pietra, abbinando i vari materiali tra loro. I soggetti prediletti di Manuel sono gli gnomi, che rappresenta in raffinati costumi medievali. Da anni partecipa alle differenti Fiere in Valle d’Aosta ed é stato ospite in Svizzera, Francia, Malta e Olanda, promuovendo l’artigianato Valdostano.