In seguito a una carriera sportiva e a una laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia, Michel decide di dedicarsi al sapere che nella sua famiglia si tramanda da più di sette generazioni: le arti della mascalcia e del ferro battuto. Le sue opere sono il risultato di una continua ricerca che tende a rivitalizzare un legame tecnico e stilistico con la tradizione in chiave sperimentale. Egli pone al centro del suo operato il concetto secondo cui il ferro battuto deve assumere forme che colgono tutti i tratti armonici possibili nell’irregolarità, sia quando riproduce soggetti naturali che nel concepimento di linee e lavorazioni astratte. Per lui il ferro è materia inorganica che, attraverso il fuoco della forgia, l’uso degli utensili e le idee, prende vita dalla fusione tra funzionalità e narrativa creando forme sempre nuove.